La Via Collatina

Accanto alle strade consolari più conosciute esistevano tracciati viari secondari che completavano e in parte integravano la fitta rete di comunicazione dell’antica Roma repubblicana e poi imperiale, voluti sia per scopi militari sia per ragioni economiche e sociali o semplicemente per potenziare i collegamenti con i centri minori del Latium vetus. Tra questi antichi impianti, la via Collatina (con il suo straordinario tratto urbano da riscoprire, a ridosso delle Mura Aureliane, nel cuore pulsante del quartiere San Lorenzo), offre spunti di riflessione per una rilettura dell’antico, a partire dalle vicende
storiche di Collatia, la città latina che il geografo Strabone colloca a circa trenta stadi da Roma. Patria di Lucio Tarquinio Collatino (primo Console di Roma insieme a Lucio Giunio Bruto) e luogo del turpe suicidio di Lucrezia, l’antica Collatia è legata a doppio filo alla nascita della res publica romana ma per secoli non se ne conosceva la collocazione originaria, fino al rinvenimento di una necropoli (418 tombe a fossa ascrivibili all’VIII e VII sec. a.C.) con annesse sepolture principesche – nel 2009 – e di una cinta difensiva – nel 2013 – nel tessuto antropico del quartiere La Rustica, a ridosso del Grande Raccordo Anulare, che non lasciano dubbi interpretativi circa la loro pertinenza all’antico centro latino fondato da re Silvio, discendente di Enea. La scoperta dei ruderi di Collatia, indagati anche in seguito all’affioramento di un lungo tratto di basolato pertinente al tracciato della via Collatina antica, ha comportato dunque una reinterpretazione scientifica di quanto si riteneva fossero i resti della città di Caenina (tradizionalmente ritenuta dai topografi al VI miglio della via Collatina, sulla sponda sinistra del fiume Aniene) e di Lunghezza, altra località dell’agro romano, il cui abitato – con l’annesso castello – era stato fino ad allora ritenuto “superfetazione” dell’antica città di Collatia.

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Accanto alle strade consolari più conosciute esistevano tracciati viari secondari che completavano e in parte integravano la fitta rete di comunicazione dell’antica Roma repubblicana e poi imperiale, voluti sia per scopi militari sia per ragioni economiche e sociali o semplicemente per potenziare i collegamenti con i centri minori del Latium vetus. Tra questi antichi impianti, la via Collatina (con il suo straordinario tratto urbano da riscoprire, a ridosso delle Mura Aureliane, nel cuore pulsante del quartiere San Lorenzo), offre spunti di riflessione per una rilettura dell’antico, a partire dalle vicende
storiche di Collatia, la città latina che il geografo Strabone colloca a circa trenta stadi da Roma. Patria di Lucio Tarquinio Collatino (primo Console di Roma insieme a Lucio Giunio Bruto) e luogo del turpe suicidio di Lucrezia, l’antica Collatia è legata a doppio filo alla nascita della res publica romana ma per secoli non se ne conosceva la collocazione originaria, fino al rinvenimento di una necropoli (418 tombe a fossa ascrivibili all’VIII e VII sec. a.C.) con annesse sepolture principesche – nel 2009 – e di una cinta difensiva – nel 2013 – nel tessuto antropico del quartiere La Rustica, a ridosso del Grande Raccordo Anulare, che non lasciano dubbi interpretativi circa la loro pertinenza all’antico centro latino fondato da re Silvio, discendente di Enea. La scoperta dei ruderi di Collatia, indagati anche in seguito all’affioramento di un lungo tratto di basolato pertinente al tracciato della via Collatina antica, ha comportato dunque una reinterpretazione scientifica di quanto si riteneva fossero i resti della città di Caenina (tradizionalmente ritenuta dai topografi al VI miglio della via Collatina, sulla sponda sinistra del fiume Aniene) e di Lunghezza, altra località dell’agro romano, il cui abitato – con l’annesso castello – era stato fino ad allora ritenuto “superfetazione” dell’antica città di Collatia.

Peso 0,500 kg
Dimensioni 14 × 21 cm
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